Gennaro Nasti: il Re di Parigi

Tipo tatuato di talento, il genere perfezionista che fa sparire la tua pizza perché la resa dell'impasto non è perfetta, il 2 ° posto al campionato mondiale di pizzaiolo a Napoli nel 2012. Gennaro Nasti  gestisce la pizeria Bijou di Parigi ,è molto esigente ed ha  una profonda passione. Pazzo per la  farina, lo chef ne  utilizza alcune fra le  migliori e più rare sul mercato, e ha sviluppato una fermentazione speciale che conferisce un impasto sacro, arioso, morbido e gustoso.

La sua ricerca si è spinta nell'arte della pizza gourmet, fino alla messa a punto di un impasto a base di semola e champagne. Tutti gli ingredienti sono selezionati con cura: ricotta di bufala, olio di oliva Muraglia,  e prosciutto di Parma 24 mesi.

 

 

Si prenda ad esempio il pomodoro: i tre tipi che usa – corbarino, piennolo e sammarzano – vengono fatti cuocere per sei ore sulla brace del forno con olio, aglio e basilico, in modo che si asciughino completamente concentrando i sapori al massimo, “perché le massaie una volta lo facevano così," commenta Gennaro. È un pomodoro che potrebbe tranquillamente condire uno spaghetto, è il frutto di un pensiero, di un processo che parte dal punto zero della materia prima, esattamente come in cucina.Lo stesso discorso vale per la pizza Montanarina – che sta mandando in delirio i parigini – che da pizza fritta si è scissa in bocconcini golosì, una sorta di bignè salati di alta pasticceria a base di pomodoro (corbarino, cotto per 4 ore) e ricotta. Se la pizza è un arte, lui è senza  dubbio è un maestro:per il periodo natalizio in Campania è tradizione portare in tavola il capitone, ed ecco quindi che compare in carta da Bijou in versione fritta su una pizza alla parmigiana – in cui la crema di parmigiana altro non è che una melanzana alla parmigiana frullata.

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